Area Utenti
Per effettuare il login č sufficiente compilare i campi sottostanti.

Username:

Password:


Cerca nel sito
Per effettuare una ricerca all'interno del sito č sufficiente compilare il campo sottostante.

Newsletter
Per iscriverti alla nostra newsletter č sufficiente inserire la tua email nel campo sottostante!



22/06/2008

LA CINA PERDE LE OLIMPIADI DEI DIRITTI UMANI


La torcia olimpica ha compiuto ieri  il suo passaggio a Lhasa, capitale della regione tibetana, teatro di sanguinosi scontri avvenuti tre mesi orsono. Fra rigide misure di sicurezza, il simbolo dei Giochi e' arrivato di fronte al Potala Palace, salutato da una folla acina bejing olimpic gamesccuratamente selezionata dalle autorita' e apparentemente senza incidenti. L'intero evento e' durato meno di due ore.

I dirigenti del Partito comunista cinese in Tibet - scrive la Reuters - hanno utilizzato oggi il passaggio della staffetta della fiamma olimpica attraverso la capitale Lhasa per difendere il proprio potere e per denunciare il Dalai Lama, il leader spirituale buddista in esilio.

"Il cielo del Tibet non cambierą mai e la bandiera rossa con le cinque stelle sventolerą sempre in alto su di esso", ha detto il capo del Pc in Tibet Zhang Qingli nel corso della cerimonia conclusiva.

"Saremo certamente capaci di schiacciare i piani separatisti della cricca del Dalai Lama", ha aggiunto l'esponente comunista davanti al Potala.


Il messaggio sembrava rivolto non agli stranieri ma ai cinesi, come scrive Francesco Sisci su La Stampa.

Anna Bono, su l'Occidentale, fa notare come "la XXIXesima edizione dei Giochi Olimpici si sia macchiata non soltanto del sangue di milioni di vittime africane, birmane e tibetane. Troppo poco si č detto infatti in questi mesi sulle violazioni dei diritti umani inflitte alla stessa popolazione cinese. Pagina dopo pagina emerge dal libro un quadro di violenze e abusi senza fine: dai bambini schiavi nelle fabbriche di mattoni al nuovo sottoproletariato costretto a vivere in condizioni disumane, dagli aborti e infanticidi femminili, indotti dalla legge sul figlio unico, che hanno ulteriormente abbrutito la condizione delle donne, alle persecuzioni delle personalitą religiose incarcerate o fatte scomparire".

Giancarlo Briguglia sull'Agenda della Comunicazione pone l'accento su come "Amnesty International, associazione internazionale per la difesa dei Diritti Umani, ha avviato una campagna informativa via e-mail per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della repressione in Cina. L'associazione, nell'e-mail, pone al destinatario alcuni interrogativi circa la censura e la pena di morte in Cina, con l'intento di far riflettere sulla gravitą della situazione. Nella prima domanda, compare una chiara accusa ai colossi informatici Microsft, Yahoo! e Google ritenuti rei di aver ideato un efficientissimo sistema di filtraggio delle informazioni proprio per il governo cinese".


E intanto si stringono le maglie della censura da parte del governo cinese nei confronti di Internet, malgrado le promesse di Pechino di concedere maggiore libertą ai mezzi di informazione in vista dei Giochi Olimpici. La denuncia viene dalla sezione cinese dell'International PEN, associazione indipendente di scrittori.

Articoli correlati



© 1998-2012 Touristime - P.IVA 02090980836
Design e Sviluppo: Time&Mind