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07/05/2009

LA MENTE DI LEONARDO: LUCI ED OMBRE DEL GENIO ITALIANO

Autore: antonella Fiorito

Anche se  Leonardo viene abitualmente definito “genio universale”, le mostre a lui dedicate hanno di solito messo in evidenza solo un ambito  della sua attività: l’arte, l’anatomia, la tecnologia, gli studi d’acqua, oppure del volo, ecc.

 

Questa mostra invece propone al visitatore un punto di vista diverso, invitandolo ad esplorare il modo stesso di pensare del Genio e la sua concezione unitaria della conoscenza.

 

Ne risulta un’immagine diversa, che contribuisce a dissolvere l’aura di mistero che ha spesso aleggiato intorno al mito di Leonardo: una mente protesa nella caparbia decifrazione dei processi puramente razionali che presiedono ai fenomeni del mondo fisico e ai moti del pensiero. Leonardo concepisce la forma come una realtà modulabile all’infinito secondo regole geometriche e di proporzione che hanno per lui caratteristiche di assoluta regolarità e armonia. Egli evidenzia la presenza di queste leggi in tutti gli ambiti della natura; dal corpo umano a quello degli animali, dalle ramificazioni degli alberi a quello dei fiumi, dalle forme geometriche a quelle dei fossili

La mostra, curata dal prof. Paolo Galluzzi, direttore dell’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, è promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma, dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Roma, dal Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione; organizzata da Civita e Opera Laboratori Fiorentini con il contributo di Ericsson.

Dopo lo straordinario successo riscosso da “La mente di Leonardo” nella sua prima presentazione alla Galleria degli Uffizi (2006) e nei successivi allestimenti in Giappone (a Tokyo, al Museo Nazionale, ebbe quasi novecentomila visitatori in soli tre mesi, risultando la mostra del 2007 più visitata in assoluto nel mondo), in Ungheria e in California, la mostra approda a Roma nella prestigiosa sede di Palazzo Venezia.

Come leggere e comprendere Leonardo da Vinci? E’ un' avventura affascinante, soprattutto se si tratta di varcare la soglia della sua mente .  E’ un genio, di cui pensiamo di saper tutto: la scrittura al contrario, le macchine per volare, gli studi di anatomia, il sorriso ambiguo della Gioconda. Quello che non sappiamo di Leonardo è come pensasse e riuscisse a decifrare le leggi che governano il mondo dell' uomo e della natura. Tutto questo cercherà di spiegarcelo questa mostra .

“Per riuscire a dare una rappresentazione organica di un fenomeno molto complesso e sfaccettato come la mente di Leonardo – ha spiegato Paolo  Galluzzi, direttore dell’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze -. abbiamo fatto ricorso all’integrazione di due approcci diversi: tematico e cronologico.”  Materiali rigorosi, derivati da scritti e opere autografe del genio di Vinci  disposti in 7 sezioni.

Eccoci nella mente di Leonardo. Arte e scienza hanno lo stesso linguaggio. Ecco il tavolo di lavoro di Leonardo: i compassi, le penne stilografiche, inventate con serbatoio dell' inchiostro per non dovere interrompere il flusso del pensiero intingendo la penna d' oca nel calamaio. L' ornitottero o uomo volante, con le braccia che si prolungano in ali. E infine l' immenso «Cavallo Sforza», alto 7,20 metri, la sua fusione, il megaforno: va in onda la ricostruzione di un' opera gigantesca, mai portata a termine, di cui Leonardo lasciò il progetto. L’esposizione è integrata da efficaci strumenti didattici: filmati e riproduzioni ad alta definizione, modelli funzionanti costruiti con rigore e con tecniche e materiali storicamente plausibili (va segnalata la presentazione in anteprima mondiale del leone meccanico progettato da Leonardo per il solenne ingresso di Francesco I a Lione nel 1515), stazioni digitali che danno accesso a contenuti interattivi, visualizzazioni virtuali di opere perdute di Leonardo, filmati che illustrano per la prima volta sensazionali novità scoperte in sue opere di disegno e di pittura (soprattutto relative alla Adorazione dei Magi).

Assolutamente eccezionale, nella mostra di Palazzo Venezia, è la presenza di uno splendido disegno e di due frammenti autografi  poco conosciuti provenienti da Los Angeles (facevano parte del Codice Atlantico).  Il prezioso foglio documenta il progetto di un teatro  realizzato da Leonardo intorno al 1506-1508 per la rappresentazione dell’Orfeo di Poliziano a Milano. Da rilevare la simultanea presenza di due opere pittoriche che documentano l’intensa applicazione di Leonardo al tema della Leda e la presenza di altri due disegni di Leonardo conservati presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. I disegni mostrano la precocità dell’interesse manifestato da Leonardo per la macchina volante e attestano la scrupolosa applicazione con la quale il grande Maestro si applicò per lo studio di ogni dettaglio della grande pittura murale della “Battaglia di Anghiari”, purtroppo perduta.

Il fine della mostra, comunque, non è tanto quello di enfatizzare la straordinaria ampiezza e varietà degli interessi di Leonardo, quanto di mettere in risalto il suo costante ricorso ad alcuni principi e concetti fondamentali, arditamente trasferiti attraverso analogie visive e strutturali da un campo di ricerca all’altro.

 

 

                                                          Antonella Fiorito

 

 

                                    

Speculare alla biblioteca è lo scrittoio di Leonardo, il luogo nel quale l’esercizio creativo

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