15/01/2006
Turismo spaziale: un business miliardario
In un documento di 123 pagine l'amministrazione Usa apre il futuro al turismo spaziale regolamentare. Al momento si tratta di un fenomeno esclusivamente russo, ma ora anche gli americani stanno gettando un occhio a uno dei
business più promettenti del prossimo futuro.
Se molti miliardari sono
già in fila per prenotare un posto infatti, altrettanti stanno pensando
a come fare profitti da questo mercato.
Non ultimo
Jeff
Bezos,
amministratore delegato di Amazon. Il presidente della più importante
libreria online del mondo ha evidenziato la scorsa settimana che la sua
società Blue Origin inizierà presto a costruire
una stazione spaziale
dalle parti di Seattle.
Con lui anche un altro miliardario,
Sir
Richard Branson, sta sinceramente pensando a investire nel turismo spaziale. La sua
Virgin Galactic emetterà i primi biglietti per
lo spazio tra tre anni. Alla modica di cifra di 200.000 dollari. E c'è già una lunghissima lista d'attesa.

Obiettivo, portare presto a spasso per la
galassia miliardari annoiati per emulare il primo cittadino americano pagante sulla Stazione Spaziale Internazionale: Dennis Tito nel 2001, il business man californiano
diventato il primo turista spaziale della storia a bordo della capsula
russa Soyuz.
Anche se la lista degli adempimenti prevista dai
responsabili Usa è molto rigorosa (va dai prerequisiti sanitari agli
obblighi d’allenamento). Tuttavia si sta aprendo uno spiraglio per i voli spaziali anche per i comuni "terrestri"
E mentre attendiamo che la Nasa si decida, chi di voi desidera può già partecipare ai voli in Gravità Zero, grazie a una compagnia privata che utilizza gli stessi cargo in uso all'Agenzia Spaziale Statunitense.
Avete presente la scena di Apollo 13? Quella con Tom Hanks che volteggia senza gravità? Ebbene, è stata girata su uno di questi mezzi che potrete visitare sul sito
www.nogravity.com dove
un volo in Gravità Zero costa poco più di 3000 dollari!
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